La mostra

In occasione del centenario dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, vorremmo offrire all’attenzione della cittadinanza e del pubblico, uno strumento di tipo divulgativo e nello stesso tempo di alta qualità sotto il profilo scientifico, che consenta una viva riscoperta di ciò che storicamente ricordiamo, unitamente ad uno stimolante approfondimento circa le implicazioni e le conseguenze che ha avuto sul mondo di ieri e su cosa può dire a noi oggi.

Mappa delle esposizioni

Mappa interattiva delle esposizioni

giovedì 29 giugno 2017

28 giugno 1919 firma del Trattato di Versailles

Il 28 giugno 1919 viene firmato il  del Trattato di Versailles, il trattato di pace che pone fine alla prima Guerra Mondiale.
I protagonisti furono il presidente americano Wilson e il primo ministro francese Clemanceau . Fu smembrato l'impero Austroungarico e furono creati nuovi stati secondo l'idea di Wilson secondo cui ogni popolo doveva avere diritto all'autodeterminazione: Polonia Cecoslovacchia Ungheria Repubbliche Baltiche e Jugoslavia. La Germania fu punita con debiti di guerra altissimi e con il mancato ritorno in patria dei prigionieri che dovettero per anni rimanere a lavorare in Francia, oltre che con la perdita di Alsazia Lorena e delle colonie.
L'Italia ottenne l'Alto Adige fino al Brennero Triste Gorizia e l'Istria e le isole del Dodecannesoma non le colonie e la Dalmazia.
In seguito fu firmato il 10 agosto 1920 il trattato di Sevres che smantellò l'impero ottomano a favore di Francia e Inghilterra.


La preghiera al Sacro Cuore durante la Grande Guerra

Il mese di giugno è il mese che la Chiesa Cattolica dedica alla devozione al Sacro Cuore.
Questa devozione assunse grande rilievo durante la Prima guerra mondiale.
Papa Benedetto XV "Nel maggio 1915 consacrò al Sacro Cuore tutte le nazioni in guerra. Appoggiò l'iniziativa di Padre Gemelli per la consacrazione personale dei soldati. Il primo venerdì del 1917 furono distribuite 2 milioni di immaginette. La devozione del Sacro Cuore si diffuse ad altri eserciti, in particolare a quello austriaco, appoggiato dall'imperatrice Zita. In seguito il Belgio consacrò per la vittoria la Nazione al Sacro Cuore , lo stesso con connotazione patriottica fu fatto dall'Austria, dalla Germania e dalla Francia."(pag 82 libro La Grande Guerra Politica Chiesa Nazioni LINDAU)


1917 Entrata in guerra degli USA

L'entrata in guerra degli Stati Uniti d'America nella prima guerra mondiale fu causata dalla dichiarazione della Guerra sottomarina indiscriminata dichiarata dalla Germania in risposta blocco navale della flotta inglese al largo della Germania che portò all'affondamento anche delle navi statunitensi nell'atlantico.
La guerra sottomarina porto all'affondamento di 1.238.000 tonnellate nel 2016.
Gli americani e gli inglesi risposero con uno sbarramento di 68.000 mine.
Il presidente Americano Wilson
"Wilson comprendeva che a questo punto l'unica soluzione al conflitto era un ingresso diretto degli Stati Uniti e otteneva il consenso del popolo americano persuadendolo che lo scopo dell'entrata in guerra e la conseguente assunzione di un ruolo internazionale fossero necessari per diffondere i principi e gli ideali americani in tutto il mondo. C'erano però anche le ragioni economiche : il timore della crescente potenza della Germania."(pag 112 libro La Grande Guerra Politica Chiesa Nazioni LINDAU)
Il 6 Aprile 1917 gli USA dichiarano guerra alla Germania.

giovedì 4 maggio 2017

La mostra dal 6 al 21 maggio a San Vittore al Corpo a Milano


Inaugurazione Sabato 6 Maggio 2017, ore 17 presso la Basilica San Vittore al Corpo Milano – via San Vittore 25.


video

 Dal 6 al 21 Maggio 2017

orari mostra apertura chiesa

Una mostra ripercorre le tappe della Grande Guerra dal punto di vista particolare della Chiesa e degli eventi italiani

presentano

Luca e Paolo Tanduo, curatori della mostra

Sabato 6 Maggio 2017 ore 17

Sabato 13 Maggio 2017 ore 17

Domenica 21 Maggio 2017 dopo la messa delle ore 10,30

lunedì 9 gennaio 2017

mercoledì 2 novembre 2016

4 novembre 1918

Il 4 novembre per l'Italia è una festa nazionale e la feste delle forze armate e ricorda la fine della Grande Guerra.
Il 24 ottobre 1918 le armate italiane attaccavano sul fronte del Piave, rompendo le difese austro-ungariche, raggiungevano Rovereto il 2 novembre, il 3 novembre Trento, e in direzione Trieste raggiungevano il mare. Il 4 novembre a Villa Giusti vicino ad Albano veniva firmato l’armistizio che poneva fine alle ostilità. (pag 116 libro La Grande Guerra Politica Chiesa Nazioni LINDAU)

Durante la visita di Papa Francesco al sacrario di Redipuglia, dove sono sepolti 100.187 caduti italiani della prima Guerra mondiale, e al cimitero austro-ungarico, il papa ha detto: “La guerra è folle. Il suo piano di sviluppo è la distruzione". “Tutte queste persone avevano i loro affetti, i loro sogni. Ma le loro vite sono state spezzate. Anche oggi le vittime sono tante. Ma come è possibile?", si è chiesto e ha chiesto Francesco. "Perché - ecco la risposta - dietro le quinte si muovono interessi geopolitici, avidità di denaro e potere, le industrie delle armi. Tutti, potenti e imprenditori delle armi hanno scritto nei loro cuori: a me che importa?" richiamando  la risposta di Caino: “A me che importa?”. «Sono forse io il custode di mio fratello?» (Gen 4,9).
(pag 137 libro La Grande Guerra Politica Chiesa Nazioni LINDAU)


giovedì 29 settembre 2016

La battaglia del Pasubio

La battaglia del Pasubio fu una delle più sanguinose, durò dal 1915 al 1918, la combatterono 100 mila soldati italiani e austrici, 10 mila di loro vi morirono in combattimento, per malattie e incidenti, travolti da valanghe. “La, nell’autunno del 1916, il sangue scorreva sulle rocce, là giacevano a mucchi i cadaveri, di amici e nemici” Rober Skorpil 1° Reggimento Kaiserjäger.(La Guerra Bianca pag 64  La Grande Guerra Politica Chiesa Nazioni LINDAU)


Il Pasubio è una delle montagne simbolo della Grande Guerra sul fronte italiano, nei mesi di settembre e ottobre 1916, la 44adivisione italiana sferrò contro la linea nemica del Pasubio una possente offensiva , conquistarono l’Alpe di Cosmagnon, ma non il Dente Austriaco e del Roite, tenuti dall’avversario a prezzo di ingenti sacrifici : Circa 4.000 le perdite per ciascuna delle parti. La neve fermò i combattimenti per tutto l’inverno gli uomini vissero in gallerie sotto la neve, con il pericolo continuo delle valanghe e con temperature rigidissime. Da allora, e fino alla conclusione della guerra le posizioni non cambiarono.