La mostra

In occasione del centenario dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, vorremmo offrire all’attenzione della cittadinanza e del pubblico, uno strumento di tipo divulgativo e nello stesso tempo di alta qualità sotto il profilo scientifico, che consenta una viva riscoperta di ciò che storicamente ricordiamo, unitamente ad uno stimolante approfondimento circa le implicazioni e le conseguenze che ha avuto sul mondo di ieri e su cosa può dire a noi oggi.

Mappa delle esposizioni

Mappa interattiva delle esposizioni

martedì 20 febbraio 2018

Ascolta l'audio della tavola rotonda a Radio Maria

Ascolta l'audio della tavola rotonda a Radio Maria sul libro la Grande Guerra Politica Chiesa Nazioni.

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e segui le istruzioni come sulla figura




giovedì 15 febbraio 2018

Il nostro libro a RADIO MARIA

Ciao abbiamo il piacere di informarti che se avrai il piacere e la voglia potrai ascoltarci Domenica 18 febbraio ore 21 su Radio Maria alla trasmissione Tavola Rotonda su argomenti di attualità (Andrea Morigi) quando presenteremo il libro sulla Grande Guerra

venerdì 19 gennaio 2018

Dal 20 al 28 Gennaio Ecco la mostra presso l'Oratorio di Via Mar Nero Milano

Si ricorda che:
Sabato 20 dopo la messa delle ore 18,00
Domenica 21 dopo la messa delle ore 10,00
Sabato 27 dopo la messa delle ore 18,00
Domenica 28 dopo la messa delle ore 10,00
I curatori della mostra Luca e Paolo Tanduo saranno presenti per illustrarla 

Si potrà visitare tutti i giorni dalle ore16,30 alle 19,00




 



giovedì 11 gennaio 2018

Dal 20 al 28 Gennaio 2018 la mostra sarà esposta presso l'Oratorio di Via Mar Nero Milano


Dal 20 al 28 Gennaio Verrà esposta la mostra: La Grande Guerra. Politica Chiesa Nazioni Presso l’Oratorio della Parrocchia San Giovanni Bosco Via Mar Nero 10 (MI)

Domenica 21 GENNAIO
Presentazione ufficiale ORE 11
Interverranno

Luca e Paolo Tanduo
curatori della mostra
Per informazioni sugli orari della mostra Segreteria Parrocchiale Indirizzo: Via Mar Nero, 10 Tel 02/48911864 Email:   sangiovannibosco@chiesadimilano.it

Sarà l'occasione anche per presentare e vedere la nuova parte dedicate a Milano durante la Grande Guerra

Si ricorda che:
Sabato 20 dopo la messa delle ore 18,00
Domenica 21 dopo la messa delle ore 10,00
Sabato 27 dopo la messa delle ore 18,00
Domenica 28 dopo la messa delle ore 10,00

I curatori della mostra Luca e Paolo Tanduo

Saranno presenti per illustrarla
E rispondere alle vostre domande

Si potrà visitare tutti i giorni
dalle ore16,30 alle 19,00
 

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martedì 9 gennaio 2018

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI MEMBRI DEL CORPO DIPLOMATICO ACCREDITATO

Cari Ambasciatori, nel corso di quest’anno ricorre il centenario della fine della Prima Guerra Mondiale: un conflitto che ridisegnò il volto dell’Europa e del mondo intero, con l’emergere di nuovi Stati che presero il posto degli antichi Imperi. Dalle ceneri della Grande Guerra si possono ricavare due moniti, che purtroppo l’umanità non seppe comprendere immediatamente, giungendo nell’arco di un ventennio a combattere un nuovo conflitto ancor più devastante del precedente. Il primo monito è che vincere non significa mai umiliare l’avversario sconfitto. La pace non si costruisce come affermazione del potere del vincitore sul vinto. Non è la legge del timore che dissuade da future aggressioni, bensì la forza della ragionevolezza mite che sprona al dialogo e alla reciproca comprensione per sanare le differenze[1]. Da ciò deriva il secondo monito: la pace si consolida quando le Nazioni possono confrontarsi in un clima di parità.

Lo intuì un secolo fa – proprio in questa data – l’allora Presidente statunitense Thomas Woodrow Wilson, allorché propose l’istituzione di una associazione generale delle Nazioni intesa a promuovere per tutti gli Stati, grandi e piccoli indistintamente, mutue garanzie d’indipendenza e di integrità territoriale. Si gettarono così idealmente le basi di quella diplomazia multilaterale, che è andata acquisendo nel corso degli anni un ruolo e un’influenza crescente in seno all’intera Comunità internazionale.
Anche i rapporti fra le Nazioni, come i rapporti umani, «vanno regolati nella verità, nella giustizia, nella solidarietà operante, nella libertà». Ciò comporta «il principio che tutte le comunità politiche sono uguali per dignità di natura», come pure il riconoscimento dei vicendevoli diritti, unitamente all’adempimento dei rispettivi doveri. Premessa fondamentale di tale atteggiamento è l’affermazione della dignità di ogni persona umana, il cui disprezzo e disconoscimento portano ad atti di barbarie che offendono la coscienza dell’umanità. D’altra parte, «il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo», come afferma la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.
DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI MEMBRI DEL CORPO DIPLOMATICO ACCREDITATO PRESSO LA SANTA SEDE PER LA PRESENTAZIONE DEGLI AUGURI PER IL NUOVO ANNO Sala Regia Lunedì, 8 gennaio 2018

https://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2018/january/documents/papa-francesco_20180108_corpo-diplomatico.html

domenica 31 dicembre 2017

Il Presidente Mattarella ricorda i ragazzi del 99


"Ho fiducia nella partecipazione dei giovani nati nel 1999, che voteranno per la prima volta. Nell'anno che si apre ricorderemo il centenario della vittoria nella Grande guerra e la fine delle immani sofferenze provocate da quel conflitto. In questi mesi di un secolo fa i diciottenni di allora - i ragazzi del '99 - vennero mandati in guerra, nelle trincee. Molti vi morirono. Oggi i nostri diciottenni vanno al voto, protagonisti della vita democratica. Propongo questa riflessione perché, talvolta, corriamo il rischio di dimenticare che, a differenza delle generazioni che ci hanno preceduto, viviamo nel più lungo periodo di pace del nostro Paese e dell'Europa. Non avviene lo stesso in tanti luoghi del mondo". Cosi il presidente Sergio Mattarella anel discorso di fine anno ha ricordato il sacrificio dei ragazzi del 99 100 anni fa.

martedì 7 novembre 2017

La rivoluzione bolscevica

Nel febbraio del 1917 Lenin era ancora esule a Zurigo e Guglielmo II premeva per chiudere il fronte orientale. Per farlo, voleva sfruttare l’ondata della rivoluzione socialista al fine di provocare il tracollo dell’esercito russo. Propose a Carlo di aiutare Lenin a raggiungere la Russia. Carlo d'Asburgo, inorridito, rispose: «Guai se il comunismo dovesse trionfare: sarebbe il danno piùgrave all’intelligenza e alla fede cristiana».
Guglielmo II sostenne ugualmente Lenin e mise a sua disposizione e dei dirigenti bolscevichi il famoso treno piombato con cui attraversarono l’Europa ed entrarono
in Russia sotto la protezione dei soldati tedeschi. Con gli slogan «Pane e pace» e «La terra ai contadini» la propaganda bolscevica incitava i soldati all’insubordinazione
e a tornare a casa. [...]
Giunto in Russia, Lenin, provocava un colpo di Stato e prendeva il potere. [...] Il 3 marzo 1918 venne siglata la pace Brest-Litovsk con la quale Polonia e Ucraina venivano cedute alla Germania. Un trattato di pace fortemente penalizzante per la Russia. [...]
Achille Ratti fu nominato visitatore apostolico per la Russia. Nei primi mesi del 1918 scrisse che il popolo russo era in delirio, una piena Babilonia. 10 marzo 1919 Benedetto XV parlava ai cardinali del travaglio dei cristiani d’Oriente che subivano «sconvolgimenti politici e sociali». Nello stesso giorno inviava a Cicerin, diplomatico russo, un testo in cui invocava la cessazione delle persecuzioni contro il clero ortodosso: era stato Silvestro, metropolita di Omsk, a chiedere l’intervento del Papa. Il neo eletto patriarca di Mosca Tikhon lanciò un anatema sui senza Dio bolscevichi; le persecuzioni erano una realtà e anche i cattolici incominciavano a essere arrestati.
(La Grande Guerra. Politica Chiesa Nazioni pag 99-100-101)